

Claudio Cisco
Lei è nata sulle rive del Sindh,
aveva lunghi capelli neri,
sua madre la lavò nel fiume
suo padre le cantò una canzone tribale.
E' nata mentre arrivava l'inverno,
le capanne erano fredde.
Crescendo ha teso la mano
la sua voce voleva parlare
ma la gente volgeva lo sguardo altrove.
Ha camminato a piedi scalzi
e ballato sotto la luce del sole
mentre i violini sembravano piangere in musica
e i vecchi del campo narravano misteriose leggende.
L'hanno vista fare l'amore sulla terra nuda
parlare agli animali
sfogliare i petali d'un fiore
giocare prendendo per mano i bambini del campo.
Lei leggeva il destino
vedeva l'anima riflessa negli occhi
poi in silenzio
riprendeva il suo cammino.
E' una Rom figlia del vento
la sua strada è lunga e faticosa
ma è libera e felice di essere quel che è:
la vita è andare verso dove non sai.

Cerco il modo di esserci;
nel cuore
della tua notte stanca,
nel tuo disegno arrotolato,
sulla punta
di una spada fiera.
Come diga
nel fluire di pensieri,
cerco di esserci.
Nel battere
dell’ala al vento,
aggrappato
ad un lobo ferito,
nel petalo dispari,
in un calzino bucato,
cerco di esserci.
Già mi vedo
Come quando non ci sei,
già mi sento
come quando non c’eri
e vacilla, il castello di carte
nella mia valigia.
Cerco il modo di esserci,
perché tu ci sia.



eventounico (Pasquale Esposito)
A cosa vale tutto questo
affastellamento di parole
in fila, dette, donate, dotte,
dissennate e accorte, forti,
in lunga teoria profuse, matte ?
Solo l’accenno del silenzio
conturba la muta scia di fumo.
L’incontro avviene improvviso,
ignaro alla ragione vigente,
folgorante tumido brandello
offerto alla fiamma meretrice
s’innalza con essa, sospeso
a cercare riscatto fuggente.
L’epilogo è celato nelle dita
quel rutilante mondo di luci
non prevede replica alcuna,
teatro di strada della tua vita.
Stringi le mani a preservare la storia.

A lei piccola
compro libri
di stoffa morbida
di cartone smussato
le fabbrico burattini
con testine di panda
o di rondine in volo
le racconto di fate
e di balene buone
mi travesto da bambi
o da Robin Hood
muovo mani
per fare le ombre
e le canto nenie
d'altri tempi
invento nomi di suono
da imparare e vecchie
scatole da scarpe
per cercare o nascondere
la guido in piccole vele
e navicelle e le disegno
mari e fiumi invento
e lei mi guarda con un'alzata
di labbra
mi prende per mano
nelle sere d'estate
e si stende sul prato
a toccare erba e lucciole
e allora ci riconosciamo.

